Product Design
Oggetti che nascono da un luogo preciso
Brescia, 2009. Quando Maurizio Bertoncelli ha aperto lo studio insieme al fratello Giorgio, la prima commissione non era un appartamento né un ufficio: era una sedia. Un cliente della Franciacorta voleva qualcosa che stesse bene in una cantina ristrutturata con muri in pietra calcarea e travi a vista. Quella sedia, poi prodotta in diciassette esemplari, è ancora esposta nella sala degustazione. Da quel giorno il product design è diventato una delle anime stabili del lavoro di Bertoncelli e Figli, non un accessorio del progetto architettonico ma una disciplina parallela con una sua logica interna.
Il punto di partenza è quasi sempre il contesto fisico. Prima di aprire un software di modellazione, Maurizio o chi del team segue il progetto va sul posto, tocca le superfici, valuta la luce nelle diverse ore del giorno. È un metodo lento, ma produce oggetti che reggono nel tempo senza sembrare fuori posto dopo tre anni.
Dal bozzetto al prototipo: come lavoriamo
La fase iniziale è disegno a mano su carta. Non per romanticismo, ma perché la matita rallenta il pensiero quanto basta per non bruciare le idee buone troppo in fretta. I bozzetti vengono poi trasferiti in modelli tridimensionali con Rhinoceros e, quando la geometria lo richiede, con Grasshopper per gestire le variazioni parametriche. A quel punto si costruisce un prototipo fisico, di solito in MDF fresato o in compensato di betulla, per capire le proporzioni reali che uno schermo non restituisce mai del tutto.
Il prototipo finale, prima della produzione, viene realizzato nei materiali definitivi: noce canaletto, ottone lavorato a mano, vetro borosilicato, acciaio verniciato a polvere. La scelta dei materiali non segue mode. Segue la destinazione d'uso e la coerenza con il progetto architettonico circostante. Per un ufficio a Brescia est completato nel 2021, abbiamo progettato una serie di lampade da tavolo in ferro battuto con diffusore in marmo di Botticino, una pietra locale estratta a pochi chilometri da qui. Il risultato era radicato nel territorio senza diventare folklore.
Produzione e artigiani di riferimento
Non abbiamo una produzione interna. Lavoriamo con una rete di laboratori artigiani nella provincia di Brescia e in Valtrompia, dove la tradizione della lavorazione dei metalli è secolare. Filippo Andreis, fabbro a Sarezzo, segue da anni le parti in ferro e ottone. Per il legno massello ci appoggiamo a una falegnameria a Gavardo che usa ancora macchine a controllo numerico affiancate da rifinitura completamente manuale. Questo significa tempi più lunghi rispetto alla produzione industriale, ma significa anche pezzi dove i segni del lavoro umano sono ancora leggibili.
Edizioni limitate e pezzi unici
Una parte del lavoro riguarda oggetti pensati per essere prodotti in serie piccole, da cinque a trenta pezzi, con numerazione e firma. Non si tratta di una scelta commerciale ma di una coerenza con il metodo: certi progetti nascono talmente legati a un materiale specifico, a una fornitura limitata di pietra o a una partita di legno con una venatura particolare, che la produzione infinita non avrebbe senso. Un tavolo da pranzo disegnato nel 2019 per una residenza privata sul lago di Garda è stato poi riproposto in edizione di dodici esemplari, ognuno con un piano in travertino romano con venature leggermente diverse. Ogni pezzo è diverso dall'altro. È la logica del materiale naturale, non un difetto da correggere.
I pezzi unici nascono invece quasi sempre da una richiesta molto specifica: uno spazio insolito, una funzione ibrida, un committente con un'idea precisa che non trova nulla sul mercato. In questi casi il processo è più lungo e il dialogo con il cliente è continuo, spesso si arriva al risultato finale dopo due o tre iterazioni del prototipo.
Coerenza tra architettura e oggetto
La domanda che ci facciamo più spesso, a Brescia come per i cantieri fuori città, è semplice: questo oggetto potrebbe stare solo in questo spazio, oppure potrebbe essere ovunque? Se la risposta è la seconda, qualcosa non ha funzionato. Il product design per noi ha senso nella misura in cui rafforza il carattere di un luogo, non nella misura in cui si fa notare per sé stesso. Un tavolo ben fatto scompare nel progetto. Non perché sia banale, ma perché è esattamente al suo posto.