Chi siamo: Bertoncelli e Figli, architettura a Brescia dal 1974
Le origini
Renzo Bertoncelli aprì lo studio nel 1974 in un appartamento al secondo piano di via Musei, con un tavolo da disegno, una riga parallela e poca altra attrezzatura. Aveva trentadue anni, una laurea allo IUAV di Venezia e una stagione trascorsa nei cantieri dell'hinterland milanese a capire come si costruisce davvero: non sulla carta, ma tra i ponteggi, con i muratori e i fornitori di materiali. Quella scuola pratica ha segnato ogni progetto che è venuto dopo.
I primi lavori erano ristrutturazioni di piccola scala, abitazioni private nel centro storico di Brescia e qualche intervento nel Sebino. La reputazione cresceva lentamente, come si conviene a chi non fa pubblicità ma lavora bene. Negli anni Ottanta arrivarono i primi incarichi commerciali e i primi edifici di nuova costruzione, sempre in provincia, sempre con la stessa attenzione ai dettagli costruttivi che Renzo considerava irrinunciabile.
Una storia di famiglia, nel senso più concreto del termine
Marta Bertoncelli ha iniziato a frequentare i cantieri del padre a sedici anni, non per vocazione romantica ma perché d'estate non c'era nient'altro da fare e Renzo trovava sempre qualcosa di utile da insegnare. Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano e tre anni in uno studio di Zurigo specializzato in edilizia residenziale sostenibile, è rientrata a Brescia nel 2003 e ha portato con sé un metodo più sistematico nella gestione del progetto, strumenti digitali e una sensibilità diversa verso i materiali naturali come il cotto, la pietra di Botticino e il legno di rovere invecchiato.
Andrea, il più giovane, ha fatto un percorso diverso. Dopo la laurea in ingegneria edile al Politecnico di Torino ha lavorato quattro anni come direttore tecnico per un'impresa di costruzioni nel bresciano, il che gli ha dato una conoscenza molto precisa dei costi, dei tempi e delle complicazioni reali che un progetto incontra in cantiere. È entrato nello studio nel 2009. Da allora si occupa principalmente della direzione lavori e della relazione con le imprese esecutrici, che conoscono la sua faccia e sanno che controlla tutto.
Renzo è andato in pensione nel 2017, ma capita ancora di trovarlo in studio il giovedì mattina, seduto davanti a un disegno a mano, a discutere di proporzionamento con chiunque abbia voglia di ascoltarlo. La sua presenza non è nostalgia: è continuità.
Come lavoriamo
Lo studio oggi conta sei persone tra architetti e tecnici. Lavoriamo prevalentemente su Brescia e provincia, con qualche progetto nel basso Lago di Garda e in Valle Camonica. Non abbiamo mai cercato di crescere oltre una certa dimensione perché una struttura piccola permette a Marta o ad Andrea di essere presenti in cantiere ogni settimana, cosa che consideriamo parte integrante del servizio e non un optional.
Ogni progetto comincia con almeno due sopralluoghi prima di mettere mano agli schizzi. Vogliamo capire la luce in quel posto, come si muovono le persone negli spazi esistenti, quali materiali sono già presenti e vale la pena conservare. Spesso la risposta giusta a un interno da ristrutturare sta già nell'edificio, basta saperla leggere. Questo vale tanto per un appartamento del dopoguerra in via Triumplina quanto per una cascina in pietra a Rodengo Saiano.
Il posto in cui siamo cresciuti
Brescia è una città che lavora e che costruisce con serietà. Ha una tradizione artigianale nel ferro, nella pietra e nel legno che ancora oggi si trova nei laboratori della cintura urbana, se sai dove cercarli. Noi li cerchiamo da cinquant'anni e li conosciamo quasi tutti. Collaborare con artigiani locali non è una scelta ideologica ma una questione pratica: la qualità è verificabile, i tempi sono governabili e quando c'è un problema ci si può guardare in faccia lo stesso pomeriggio.
Quello che speriamo di lasciare in ogni cantiere chiuso è un edificio che tra vent'anni sembri ancora sensato, non inseguito da una moda passeggera. È un obiettivo difficile da spiegare in una brochure, ma facile da misurare nel tempo. E il tempo, in questo mestiere, è il giudice più onesto che esista.