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Vent'anni di cantieri, dal centro di Brescia in poi

Bertoncelli e Figli nasce nel 2004 per volontà di Giorgio Bertoncelli, geometra con esperienza maturata nei cantieri di restauro della Bassa lombarda. Oggi lo studio lavora insieme ai suoi due figli, Marco e Chiara, e ha completato oltre centoventi interventi tra architettura residenziale, spazi commerciali e recupero di edifici storici. Il lavoro si è concentrato principalmente nella provincia di Brescia, con cantieri aperti anche a Bergamo, Mantova e in alcune zone del Garda occidentale. Questa pagina raccoglie una selezione di quei progetti: non i più fotogenici, ma quelli che raccontano meglio come ragionamo.

Villa Prandini, Rodengo-Saiano (2019)

Il cliente, Fabrizio Prandini, ci ha contattati con una richiesta precisa: recuperare un cascinale degli anni Trenta senza trasformarlo in qualcosa che non era mai stato. L'edificio aveva subito tre ristrutturazioni precedenti, ognuna delle quali aveva lasciato stratificazioni difficili da leggere. Marco Bertoncelli ha passato le prime tre settimane in sopralluogo, mappando manualmente le murature in sasso locale e identificando i punti di cedimento dell'orditura del tetto.

Abbiamo scelto di conservare le travi originali in legno di castagno dove le condizioni lo permettevano, sostituendo soltanto le sezioni irrecuperabili con castagno stagionato proveniente da un segheria di Gardone Val Trompia. Il pavimento al piano terra, che presentava una soletta in calcestruzzo degli anni Settanta, è stato rimosso e sostituito con cotto fatto a mano di Ponti sul Mincio, posato su massetto alleggerito con fibra naturale. Il progetto ha richiesto quattordici mesi di cantiere e ha coinvolto tre imprese locali coordinate dallo studio.

Uffici Ferrante Contract, via Triumplina, Brescia (2021)

Quattrocentocinquanta metri quadri al secondo piano di un palazzo degli anni Sessanta, zona industriale nord. Il committente voleva ambienti di lavoro che non somigliassero agli ambienti di lavoro. Chiara Bertoncelli ha gestito la parte di interior con un approccio che partiva dai materiali prima che dalle forme: pannelli fonoassorbenti in lana di roccia rivestiti in tessuto di lino grezzo, pareti in intonaco minerale tirato a spatola, pavimento in resina epossidica color ardesia.

La distribuzione degli spazi ha eliminato i corridoi ciechi tipici degli open space a blocchi, sostituendoli con una sequenza di zone a densità variabile: alcune chiuse con vetro strutturale, altre completamente aperte verso la corte interna. Il progetto elettrico è stato ridisegnato da zero per integrare il sistema di illuminazione circadiana richiesto dal cliente, con corpi luce a incasso su binario magnetico. I lavori si sono conclusi in otto mesi, rispettando i tempi previsti nonostante un ritardo di sei settimane nella fornitura dei serramenti in acciaio verniciato a polvere.

Un dettaglio che conta

In quel cantiere abbiamo proposto al cliente di mantenere visibile una porzione di solaio originale in laterizio, circa venti metri quadri nella sala riunioni principale. Ferrante era scettico. Oggi quella campata di laterizi a vista è diventata il punto di riferimento visivo dell'intero ufficio. Lo diciamo non per compiacerci, ma perché spesso le scelte migliori nascono dal confronto diretto con chi commissiona il lavoro.

Appartamento in centro storico, via Musei, Brescia (2022)

Settantadue metri quadri al terzo piano di un palazzo seicentesco sottoposto a vincolo della Soprintendenza. Il proprietario, un avvocato bresciano di nome Stefano Riviera, voleva un appartamento contemporaneo senza intervenire sulle superfici storiche. Il vincolo vietava qualsiasi modifica alle decorazioni affrescate del soffitto e alle porte interne originali in noce.

Abbiamo lavorato per differenza: tutto il nuovo è riconoscibile come tale. Il blocco cucina e il bagno sono stati inseriti come volumi autonomi rivestiti in lamiera di acciaio brunito, staccati di qualche centimetro dal soffitto per non toccare le cornici. Il riscaldamento a pavimento è stato installato su uno spessore minimo di tre centimetri grazie a un sistema a secco con pannelli in polistirene estruso ad alta densità. Nessun elemento nuovo tocca le pareti affrescate. La Soprintendenza ha approvato il progetto nella seconda presentazione, dopo una revisione degli elaborati grafici.

Corte Morandi, recupero di complesso rurale, Castrezzato (2023)

Questo è il progetto più lungo che abbiamo in corso. La famiglia Morandi possiede un complesso agricolo del Settecento composto da quattro corpi di fabbrica disposti attorno a un'aia centrale. L'intervento prevede il recupero di tre dei quattro edifici con destinazione residenziale e la conversione del quarto in spazio di lavoro condiviso per artigiani.

Giorgio Bertoncelli segue personalmente questo cantiere, tornando ogni settimana sul posto anche quando non è strettamente necessario. La complessità è nella molteplicità delle tecniche costruttive presenti: murature in mattone pieno, alcuni tratti in sasso di fiume, una parte di blocchi in tufo locale probabilmente aggiunti negli anni Cinquanta. Ogni corpo di fabbrica richiede un approccio diverso. Il coordinamento con il geologo, con il restauratore degli intonaci e con il progettista strutturale richiede riunioni di cantiere ogni due settimane. I lavori del primo lotto si concluderanno entro la fine del 2025.

Come leggiamo il nostro lavoro

Questi progetti non sono esempi di stile. Sono esempi di metodo: sopralluoghi lunghi, materiali scelti in cantiere oltre che su carta, imprese locali con cui abbiamo costruito un rapporto nel tempo. Brescia è una città che ha stratificazioni importanti, medievali e industriali, e lavorare qui significa fare i conti ogni volta con una storia costruttiva densa. Non è un limite, è la parte più interessante del mestiere.

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